• 25 Marzo 2019

Odissea: la parola agli attori

Odissea: la parola agli attori

Odissea: la parola agli attori 560 315 Karis Foundation Rimini

Sabato 2 marzo i ragazzi delle terze A e D della scuola media Karis “W. Spallanzani” hanno rappresentato lo spettacolo conclusivo del corso di teatro, dal titolo “Odissea – I viaggi di Ulisse”. Li abbiamo intervistati per voi:

Cosa ti ha spinto a partecipare al corso di teatro?

Giulia: Mi sono iscritta per curiosità, perché avevo già partecipato a un corso di teatro, ma d’improvvisazione. Vedere lo spettacolo messo in scena l’anno scorso dalle seconde medie mi ha spinto quest’anno a partecipare al corso: volevo provare un’esperienza diversa, a recitare seguendo un copione e delle battute scritte.

Margherita: Anche per me assistere allo spettacolo dell’anno scorso è stata la spinta che mi ha invogliato a frequentare il corso quest’anno: volevo provare qualcosa di nuovo.

Luigi: Avevo già fatto teatro alle elementari e mi ero divertito, perciò ho voluto mettermi di nuovo alla prova, sapendo che quest’anno sarebbe stato molto difficile, perché le parti erano numerose e le battute molto lunghe.

Quali difficoltà hai riscontrato nella preparazione dello spettacolo?

Giacomo: è stato difficile imparare le battute, perché ne avevo molte. Alcune più lunghe mi sembravano molto facili da imparare, perché erano scritte in un italiano più vicino a quello corrente, mentre altre erano difficili, seppure corte, perché scritte in uno stile più epico.

Elisa: Inizialmente, quando dovevamo ricreare con i nostri movimenti le onde del mare, non mi sentivo a mio agio, perché non avevo mai usato il mio corpo in quel modo. In seguito, però, mi sono immaginata un’onda in tempesta e i movimenti mi sono venuti naturali.

Sofia: Per me è stato più difficile imparare a fare i movimenti, infatti le battute tutto sommato le trovavo semplici.

Natalie: Dietro le quinte era completamente buio e confusionario, quindi per me era difficile anche solo prepararmi, infatti in una scena sono entrata con il vestito a rovescio!

Margherita: Per me è stato complicato interpretare Polifemo insieme ad altri due miei compagni, poiché, parlando in tre contemporaneamente, necessitavamo di coordinarci anche nei respiri e non era semplice per niente. Ammetto che a casa non studiavo molto, ma ogni volta che a scuola provavo a recitare le mie battute, le trovavo sempre più facili e spontanee. Inizialmente trovavo difficile interpretare le mie parti, ma con il tempo e l’esercizio ho capito sempre di più come fare.

Giulia: Nella scena in cui interpretavo la madre defunta di Ulisse, dovevo trasmettere tensione e drammaticità parlando e muovendomi lentamente, perché era un momento molto triste. È stato difficile cambiare il ritmo dello spettacolo, che fino a quel momento era stato molto movimentato.

Cos’hai provato quando si è aperto il sipario?

Giacomo: Penso che il momento in cui ho provato più agitazione sia stato poco prima di cominciare lo spettacolo; mi sentivo ansioso, ma una volta iniziato a recitare la mia prima battuta, mi sono tranquillizzato.

Luigi: Io non pensavo ci fossero così tante persone a guardarci; all’inizio ero agitato, ma poi non mi sono più preoccupato del pubblico e l’ansia è sparita.

Natalie: Prima del debutto ero molto preoccupata, quando è cominciato lo spettacolo mi sono calmata e improvvisamente tranquillizzata. Durante questa recita mi sono sentita cambiata, perché mai avrei pensato di riuscire a parlare davanti a così tante persone, ho scoperto un nuovo lato del mio carattere.

Elisa: Durante lo spettacolo ero presa dall’ansia, temevo di dimenticarmi tutto; poi, grazie alle persone attorno a me che mi davano coraggio, sono riuscita a trasformare questa emozione in energia positiva.

Che peso hanno avuto le scenografie, le luci, le musiche e i costumi nella rappresentazione?

Giacomo: Le luci e le scenografie hanno reso bella l’atmosfera, soprattutto le luci. Per esempio, nella parte in cui dovevamo rappresentare le onde, la luce blu ci ha aiutati di più ad immedesimarci e anche nella scena degli inferi le luci scure e le scenografie ci facevano entrare proprio in quelle atmosfere lugubri.

Giulia: la scenografia, le luci e i costumi ci hanno fatto entrare di più nei personaggi e provare a essere uguali ad essi, ma soprattutto i costumi ci hanno aiutato; anche durante le prove, l’atmosfera è cambiata da quando abbiamo iniziato ad indossare i costumi di scena, c’era più attenzione ed immedesimazione da parte nostra. Senza questi elementi lo spettacolo non sarebbe stato lo stesso.

Che valore ha mettere in scena un argomento che stai studiando a scuola?

Lucia: Per me ora è diverso leggere l’Odissea: capisco di più i personaggi avendoli interpretati, riesco ad immedesimarmi in loro e a comprenderne pensieri ed emozioni. Finché non si prova, non si riesce a capire fino in fondo.

Luigi: Leggendo in classe l’Odissea si capiscono gli argomenti, ma c’è un limite; fare lo spettacolo è diverso, dà un valore aggiunto che va oltre il testo, entra nei caratteri dei singoli personaggi e permette di conoscere più a fondo l’argomento.

Quali scoperte hai fatto durante questa esperienza?

Lucia: Questa esperienza mi ha cambiato, ho scoperto qualità che non pensavo di avere, ad esempio la capacità di esprimermi in un modo nuovo con il corpo e con la voce, differente dai miei atteggiamenti abituali.

Luigi: Ho imparato a gestire il mio corpo attraverso l’immedesimazione: durante le prove, mentre recitavo, tendevo a dondolare sul posto; l’insegnante, quindi, mi ha detto che il mio dondolio era un segno positivo, perché significava che avevo molta energia, ma la dovevo sfruttare al meglio in ogni singolo movimento di scena.

Sofia: Questa esperienza mi ha aiutata ad avere più sicurezza in me stessa. Non pensavo di riuscire a parlare davanti a un teatro pieno di persone e ad immedesimarmi così tanto nei personaggi: è stata una vera sfida.

Domanda agli spettatori: cosa ti ha colpito di più dello spettacolo?

Lucia C: La scena che mi ha colpito di più è stata quella dei “Lotofagi”, simpatici personaggi dell’Odissea. Devo dire che i miei compagni hanno lavorato davvero tanto, con molto impegno, infatti lo spettacolo è stato un capolavoro, anche perché sono riusciti a scandire bene le parole e hanno fatto divertire tutto il pubblico!

Medeea: Ciò di cui mi sono subito accorta sono stati i particolari dei costumi dei vari personaggi, perché erano veramente bellissimi! Anche per me, la scena più carina e divertente è stata quella dei Lotofagi, perché i miei compagni sono entrati molto bene nella loro parte e mi hanno fatto vivere quel momento magnificamente, facendomi morire di risate!

Alex: Mi ha davvero colpito l’impegno da parte dei miei compagni nel portare a termine questo splendido percorso di teatro. Sono stati veramente bravi a recitare e soprattutto a ricordarsi tutte le battute dell’Odissea a memoria, perché io non ce l’avrei mai fatta!

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